La storia di Dozza

Le origini di Dozza, l’antica Ducia o Dutia, risalgono ad epoca remota.La sua denominazione deriva dal latino altomedievale, ducia (doccia) che  indicava la presenza di un canale destinato a far confluire l’acqua .  Nel 1198 la guelfa Bologna riuscì a impadronirsi del castello di Dozza, provocando l’esodo di quei Dozzesi ghibellini che si rifugiarono a Imola, ove trovarono abitazione in una strada poi denominata via Case di Dozza.

Nel 1310 i Bolognesi fortificarono  la rocca (torrione  “dei Bolognesi”) e la rocchetta a difesa della torre d’ingresso al borgo con un Rivellino.

Nel 1494 la Rocca è sotto il dominio di Caterina Sforza, moglie di Girolamo Riario.
Nel 1529 veniva ceduta da papa Clemente VII per 4.000 scudi d’oro al Cardinale Lorenzo Campeggi, bolognese.

Nato a Milano nel 1474 intraprese la carriera ecclesiastica, nella quale raggiunse posizioni di prestigio, anche all’estero.  Divenne arcivescovo di Salisbury grazie all’ amicizia con Enrico VIII di Inghilterra. Dopo altre missioni all’estero fu di nuovo presso la corte di Enrico VIII a scongiurare lo scisma della chiesa anglicana, missione che fallì. Morì a Roma nel 1539.
La salma del cardinale fu spedita a Dozza, dove trovò sepoltura dapprima in una torre del Castello, in seguito nella cripta della chiesa prepositurale di Dozza.

Nel 1728 il marchesato di Dozza pervenne per eredità  a Francesca Maria Campeggi, moglie di Matteo Malvezzi, il cui cognome, assieme a quello dei Campeggi, venne da allora in poi a formare il binomio inscindibile.
Dozza si costituì Comune autonomo nel 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia.

LA ROCCA DI DOZZA

Il complesso è a pianta esagonale, con un perimetro di circa 200 metri. La trasformazione della Rocca da struttura militare in palazzo signorile fu iniziata dalla famiglia Campeggi  nel 1565 e fu terminata nel 1594.
Nel 1798 la rocca fu sul punto di venire confiscata per le leggi napoleoniche, ma il marchese Giacomo Malvezzi-Campeggi seppe dimostrare che era stata acquistata per 4.000 scudi d’oro dal Cardinale Lorenzo Campeggi, quindi era un bene privato e non feudale e non doveva soggiacere alla confisca.
L’apertura al pubblico di questa dimora signorile è avvenuta nel 1960, quando l’edificio è stato acquistato dal Comune, grazie anche al sostegno della Provincia di Bologna. Dal 1999 è avviato un progetto di recupero e riqualificazione complessiva della Rocca ancora in corso, finanziato dal Comune e dalla Regione Emilia Romagna.

ORARIO ROCCA SFORZESCA DI DOZZA

Dal 01/11 al 26/03: 10,00-12,30 e 14,30-17,00 Domenica e Festivi 10,00-13,00 e 14,30-18,00
Dal 27/03 al 30/10: 10,00-12,30 e 15,00-18,30 Domenica e festivi 10,00-13,00 e 15,00-19,30
Lunedì chiuso. Chiuso il 25 dicembre, 1° gennaio aperto solo in orario pomeridiano

La Rocca di Dozza è sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna.